Maledetti (maudits) (1976)

1a parte:    
Evaporazione (1'45")  
Diforisma urbano (6'18")  
Gerontocrazia (7'30")
Scum (6'30")  
2a parte:    
Il massacro di Brandeburgo numero 3 in sol maggiore (2'20")  
Giro, giro, tondo (5'55")
Caos (parte seconda) (9'00")

 

Piano elettrico/pianoforte/sintetizzatore ARP Odissey: Patrizio Fariselli
Chitarra elettrica/Sintetizzatore Tcherepnin:
Giampaolo Tofani
Voce/Organo Hammond: Demetrio Stratos
Batteria
: Giulio Capiozzo
Basso elettrico: Ares Tavolazzi

 

Testi: Frankenstein
Musiche: Patrizio Fariselli, Giampaolo Tofani
Meccanico del suono: Piero Bravin
Assistente: Ambrogio Ferrario
Sala di registrazione: Fono-Roma Milano

Art Director: Gianni Sassi
Designer: Edoardo Sivelli
Illustratore: Gian Michele Monti
Fotografi: Toni Thorimbert, Marcello Arfini
Media effects: Consorzio Comunicazione srl / Milano
Illustratori: E. Siber, Hepier
Assistenza psicosomatica: Umberto Mosca
Diforisti in tangente: Romeo Borzini, Diego Gallarate,
Massimo Villa, Franco Falsini, Riccardo Sgarbi, Danilo Datola.


 

Maledetti (maudits). Progetto-concetto di fanta-sociopolitica; la società futuribile è spaccata in verticale e divisa in corporazioni. Un plasma liquido è la coscienza del mondo, custodita in un computer di una banca. Per un guasto si verifica la dispersione progressiva del liquido: totale perdita della coscienza umana. (cfr. "Evaporazione" e "Il massacro di Brandeburgo numero tre in sol maggiore"+)
Possibili ipotesi evolutive:
a) Potere agli anziani, come depositari della memoria del passato che esclude e respinge la problematica del contingente (cfr. "Gerontocrazia"++).
b) Potere alle donne, come fornitrici di energia e contributi radicali nuovi, in antitesi alla loro repressione storica (cfr. "scum").
c) Potere ai bambini, come garanzia di libertà e di reinventare la storia con la forza della fantasia (cfr. "Giro, giro, tondo" e "Caos")

+) Demolizione del corporativismo musicale attraverso la progressiva cancellazione delle parti più importanti nello svolgimento dei contrappunti Bachiani nelle prime 46 battute. L'attacco a J.S. Bach prescinde dagli aspetti personali del/sul compositore: si tratta della critica alla musica classica in generale. Bach paga per tutti gli altri. Va esclusa una lettura Kubrickiana di tale atteggiamento.

++) Processo di narcotizzazione esercitato dall'anziano sul bambino espresso dalla ninna-nanna dell'Asia Minore che introduce questo brano. In Asia Minore esiste l'usanza da parte dei vecchi di porre sotto al cuscino dei bambini un pane di hashish per assicurargli un sonno lunghissimo.

 

Evaporazione Il massacro di Brandeburgo
N° 3 in sol maggiore
Diforisma urbano
Abbiamo perso la memoria del XV° secolo
quindici, XV° il, abbiamo secolo perso
abbiamo perso la pappetta, pappina, pappona
abbiamo…………….XV° secolo
Ladies and gentlemen
abbiamo perso il XV° secolo

Demetrio Stratos: voce
Eugenio Colombo: kazumba
Paolo Tofani: rasoio elettrico a batterie


Umberto Benedetti Michelangeli: violino
Armando Burattin: viola
Paolo Salvi: violoncello
Giorgio Garulli: contrabbasso

Per il brano "Il massacro di Brandeburgo N° 3 in sol maggiore" è stato usato un frammento del "Terzo concerto Brandeburghese in sol maggiore" di J. S. Bach.

Hugh Bullen: basso elettrico
Walter Calloni: batteria
Patrizio Fariselli: synth ARP Odissey, piano elettrico
Steve Lacy: sassofono soprano
Demetrio Stratos: voce, organo Hammond
Ares Tavolazzi: contrabbasso, basso elettrico
Paolo Tofani: chitarra elettrica, synth Tcherepnin
Gerontocrazia Giro, giro, tondo Scum 
Sonno, tu che porti via i bambini
portami via anche questo
te l'ho consegnato piccolo piccolo
riportamelo grande
grande come una montagna
slanciato come un cipresso
che domini da est a ovest

Col potere delle cose posso avere la tua vita contollata e si chiama libertà.
L'esperienza quotidiana del terrore
ti lascia, soltanto, me.
La violenza consumata nell'amore
ti spinge, incontro, a me.
Se tu guardi nel passato troverai
tutto quanto stabilito e si chiama verità.
Senza storia né memoria lascia che io scriva i passi, tuoi.
Vivi in pace la tua vita non pensare e sogna felicità.
Guarda nel passato troverai tutto quanto stabilito e si chiama libertà.
Senza storia né memoria lascia che io scriva i passi tuoi.
Vivi in pace la tua vita non pensare e sogna felicità.

Anton Arze: txalaparta
Josè Arze: txalaparta
Demetrio Stratos: voce, organo Hammond
Patrizio Fariselli: synth ARP Odissey, piano elettrico
Ares Tavolazzi: contrabbasso, basso elettrico
Giulio Capiozzo: batteria
Paolo Tofani: chitarra elettrica, synth Tcherepnin

Gioco, gioco
col tuo mondo
posso dominarti.
Giro, giro
sempre in tondo
posso controllarti.
Guardo, guardo
giù nel fondo
posso soggiogarti.
Rido, rido
del tuo tempo
devo stritolarti.

Hugh Bullen: basso elettrico
Walter Calloni: batteria
Patrizio Fariselli: synth ARP Odissey, piano elettrico
Demetrio Stratos: voce, organo Hammond
Paul Lytton: percussioni
Paolo Tofani: chitarra elettrica, synth Tcherepnin

 

 

 

 

 

 

 

 

In questa società, per bene che ci vada, la vita è una noia sconfinata.
In questa società, nulla, assolutamente nulla riguarda le donne.
Dunque a tutte le donne che non hanno paura né delle responsabilità né delle emozioni sconvolgenti non rimane che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l'automazione completa e distruggere il sesso maschile.
(Valerie Solanas)

Patrizio Fariselli: synth ARP Odissey, piano acustico, piano elettrico
Demetrio Stratos: voce, organo Hammond, campane, voce filtrata
Ares Tavolazzi: basso elettrico
Paolo Tofani: synth Tcherepnin
Giulio Capiozzo: batteria

 

 

 

 

 

 

 

 

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