
Storie elettriche
Auditorium edizioni
186 pagine
Ho scritto queste brevi storielle nel corso degli anni, un po’ per fermare dei ricordi, un po’ per il piacere di farlo, per divertire me stesso e i miei familiari.
Recentemente ne ho letto qualche estratto a Radiotre, con l’intento di descrivere cosa ha significato per me essere un musicista e vivere dall’interno la storia di un gruppo come gli Area. Gli aperti sorrisi che intravedevo al di là del vetro blindato dello studio, mi hanno convinto a pubblicarli.
Storie elettriche, come elettrificata è stata la mia generazione di musicisti.
Storie di giovani intolleranti delle ingiustizie sociali, che cercavano di capire la realtà con tutti i mezzi a loro disposizione (a volte anche con l’aiuto della botanica e/o della chimica) e ai quali per un attimo sembrò che un mondo più felice fosse vicino.
Alcuni aneddoti hanno un vago ordine cronologico, altri sono stati raggruppati per conformità
di argomenti; volendo possono essere letti in qualsiasi ordine, come si fa con un giornale o con alcune partiture di musica contemporanea.
C’è chi mi ha chiesto perchè abbia scelto di raccontare di fatti e persone serissime, in maniera umoristica. Il fatto è che mi sono ritrovato a parlare di una gran quantità di amici prematuramente scomparsi, Demetrio Stratos, Giulio Capiozzo, Gianni Sassi,
Eddy Busnello, Larry Nocella, Massimo Urbani, citando solo i più intimi. Se non l’avessi presa alla leggera, ne sarebbe potuta venire fuori una tragedia.
In più essendo state tutte persone dotate di un grande senso dell’umorismo, probabilmente
non me l’avrebbero perdonata, una volta che io stesso mi fossi trovato nei verdi pascoli di Wakan Tanka.