Frutto di un grande amore,

Tanija
nasce in un’umida casetta vicino al fiume Hàdijev, dove trascorre un’infanzia
felice fino all’inevitabile ingresso, a sei anni, nella scuola.
Qui, senza tanti
complimenti, le viene insegnata la realtà dalla maestra, fervente cattolica,
e dalle suore con le quali trascorre tormentati, interminabili pomeriggi; queste,
nei momenti di relax, amano narrare ai bambini, con dovizia di raccapriccianti
particolari, le esemplari vite dei principali martiri cristiani (i famigerati
"fatti"), cosa che causa alla sensibile piccola, orribili incubi.
Le viene anche
comunicato che il suo corpo è cosa separata dalla sua "anima" ed è
fonte di peccato.
Una notizia a dir poco destabilizzante.
Decide di praticare
l’invisibilità.
A
scuola è buonissima, silenziosa e immobile.

A
casa cerca inconsciamente una sua verità, osservando insetti e piccoli animali
con i quali riesce ad instaurare un valido rapporto di comunicazione e fiducia.
Più grande, sperando
di approfondire le sue conoscenze su ciò che la circonda, frequenta il
liceo scientifico statale di una cristianissima, agricola, provincia del non
ancora ricco Nord-Est, ma non ha la fortuna di trovare insegnanti che le chiariscano
il collegamento tra la montagna di matematica che sta studiando e le cose reali,
trova che la biologia non sia affrontata in modo serio (..il cavallo ha la barra
apposta per il morso, del maiale non si butta via niente...) e al pensiero di
come sono state affrontate la storia e la filosofia ancora oggi sente salire
l'indignazione.
A diciott'anni,
con un occhio nero e un grande entusiasmo, parte per Milanov. Decide di continuare
i suoi studi da autodidatta.
Scopre che la realtà supera ogni immaginazione !
Inizia una nuova vita.
Finalmente serena e fortemente determinata, s'impegna nella lotta alla diffusione di infelici credenze e di un’etica misogina ancora oggi impunemente propinate a bambini indifesi, da persone che della vita hanno un’idea distorta quando non addirittura perversa.

Veli neri state lontano da mio figlio!